La tavola di Pasqua - Ispirazioni e tradizioni

 

Primavera è inizio, nuova vita, rinascita. I primi germogli, le prime fioriture dell'anno e la fine del lungo letargo. Con la fine della stagione autunnale e invernale si rientra in pieno contatto con la natura, riscopriamo l'importanza della vera bellezza che il nostro piccolo mondo ci offre.

La nuova stagione ci trasporta in un'altra dimensione ancora più differente, le belle giornate con i primi soli, gli uccellini che cantano felici nel cielo blu, la neve che lentamente si scioglie dai monti, l'aria più leggera e tiepida e le giornate sempre più lunghe e ricche di luce.La bella stagione trasmette in noi un senso di rinascita ed una voglia di sperimentare e riorganizzare novità. La voglia di fare giardinaggio, trascorrere più tempo all'aria aperta per un picnic in compagnia.Tutto questo ha inizio durante le festività di Pasqua, le prime scoperte e i primi pranzi tra i raggi del sole. In queste occasioni adoro realizzare un ambiente confortevole e una bella tavola accogliente a tema, in perfetto stile primavera.
Cosa non potrebbe mai mancare nella mia tavola, i fiori! Composizioni di fiori recisi, poca acqua e un vaso semplice. Per la tavola la miglior ceramica di casa, le posate più classiche in stile vintage e i fazzoletti di nonna materna.
Un idea molto carina per disporre il fazzoletto sulla tavola è quello di creare un coniglietto. Avvolgere il fazzoletto su se stesso, formando prima un triangolo, legare le estremità centrali con un pezzo di spago. Decorare con qualche rametto di nebbiolina o altri tipi di fiori a piacere e adagiare al centro del fazzoletto un uovo sodo, precedentemente cotto. In questo modo si realizza un segna posto e in contemporanea si serve un antipasto nascosto.

 

 
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Circondiamoci di cose belle, morbide e comode. Arricchiamo le sedute con morbidi cuscini e coperte calde per difenderci e farci coccolare dai piccoli soffi di vento fresco.

L'abbinamento perfetto sarebbe musica in sottofondo, magari anni 40' e 50', e candele profumate, con profumi tenui e leggeri, un connubio perfetto che trasmette ai nostri ospiti ospitalità ed accoglienza.

Dopo aver pensato alla predisposizione della tavola ed aver recuperato tutto il materiale necessario, preoccupiamoci del menù.
Il miglior modo per accogliere i propri ospiti alla perfezione è quello di iniziare da un aperitivo ben fatto. Un cocktail di benvenuto che disseti e stuzzica l'appetito, come Prosecco, Mojito, Martini o qualsiasi altro drink ben fatto. L'ideale sarebbe accompagnarlo con qualche finger food, come fritto misto in cono, polpette in pastella di pesce, carne o verdure, tortine salate o quiche, canapè, crostini croccanti con creme spalmabili al formaggio o alle verdure e tantissimi altri, infiniti e varie delizie.
Procedere il pranzo con un primo piatto, un secondo, il sorbetto in caso si cambia portata tra pesce e carne, e per concludere, un dessert scenografico. Buono, goloso  e non troppo pesante, come la mia Torta di carote, una base soffice ed una crema morbida e vellutata, come nuvola.  Decorare il dessert con fiori recisi è un modo per realizzare in brevissimo tempo un dessert di vero impatto. Aggiungere altre decorazioni a tema, come in questo caso, ho aggiunto piccole uova di cioccolato fondente, per rimanere in tema Pasquale.
Date libero sfogo all'immaginazione, l'importante è concentrarsi su un solo tema, per evitare troppi colori, e rendere un atmosfera accogliente ma vivace, il seguito vien da sè.

TRADIZIONI 
Ogni tavola ha la sua tradizione, tramandata da generazione in generazione, partendo dal tovagliato e concludendo con i piatti tipici e locali.
La nostra Sardegna è un a terra di dolciaie, i dolci della tradizione richiedono lunghi tempi di preparazione, tanta pazienza e sopratutto tanto amore e dedizione.
Ogni provincia ha i suoi, a Sud dell'isola sono famosi : Amaretti (Amarettos), Bianchini (Bianchittus), Formaggelle o Ricottelle (Casadinas e Pardulas), Papassinas, Pirichittus, Pistoccheddus de Cappa o Incappaus, Torrone Sardo e non potrebbe mai mancare Su pan'e Saba,  una ricetta antica che nasce come pane povero perché ricavato dalla  sapa, ovvero il mosto dell'uva cotto.
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